
A Natale il telefono vince anche nelle case con le regole più chiare
Per due settimane saltano scuola, sport e orari. Perché le regole di casa da sole fanno fatica e che cosa può aiutarle durante le feste.
Quest’anno le vacanze cominciano il 23 dicembre in Lombardia e il 24 in Veneto e in Emilia-Romagna, e si torna in classe dopo l’Epifania. Per due settimane saltano insieme la scuola, lo sport e gli orari, cioè le tre cose che durante l’anno tengono a bada il telefono per tutti, amici compresi. Così la regola di casa resta sola, e anche quella più chiara fa fatica a reggere.
Intanto la casa si riempie di parenti e di pranzi lunghi, i pomeriggi restano senza orari e il telefono, che durante l’anno stava nei ritagli, si prende tutto lo spazio che trova. Quest’estate una mamma, nei commenti di una pagina per genitori su Facebook, ha raccontato le vacanze del figlio in tre parole: «Vive di notte». Se ti sembra di perdere terreno proprio nei giorni in cui dovreste stare più insieme, succede in tante case, e il motivo sta più nelle feste che nelle tue regole.
Le regole di casa, di solito, sono giuste. Qui sotto trovi quali sono gli argini che a Natale spariscono, perché due settimane contano più di quanto sembri e che cosa si può fare, in casa e fuori, per arrivare all’Epifania con meno fatica.
Il resto dell’anno il telefono lo tengono a bada tre cose
Il primo argine è la scuola, che si prende la mattina e lascia i compiti per il pomeriggio. In classe, poi, il telefono è vietato dalle elementari alle superiori, per una nota e una circolare del ministero dell’Istruzione che valgono anche quest’anno.
Il secondo è lo sport: in piscina o al campo il cellulare resta nella borsa per un’ora buona, senza che nessuno ci trovi niente di strano. Il terzo, il più silenzioso, sono gli orari: la sveglia presto, la cena a un’ora fissa, la luce che si spegne perché domani c’è scuola.
Queste tre cose funzionano meglio di qualsiasi regola di casa per un motivo semplice: valgono per tutti, amici compresi. Alle undici del mattino un ragazzo di prima media non guarda il telefono perché è in classe, in mezzo a compagni che non ce l’hanno in mano nemmeno loro. Così non deve resistere a niente.
Con le vacanze saltano tutte e tre nello stesso momento
Con la chiusura della scuola se ne vanno insieme la mattina in classe e la sveglia presto, e di solito anche gli allenamenti si fermano fino a dopo l’Epifania. Gli orari resistono un paio di giorni, poi arrivano la vigilia col cenone e il pranzo di Natale, che finisce quando fuori è già buio.
Fra parenti da salutare e corse dai nonni, stare dietro anche allo schermo diventa difficile per chiunque. Le giornate, che a novembre erano piene, si svuotano e il telefono resta lì, a portata di mano, per ore. A quel punto la regola di casa deve fare da sola il lavoro che prima divideva con la scuola, lo sport e gli orari.
Da qui nasce la fatica di tanti genitori, che si ritrovano a difendere una regola senza alleati mentre tutto intorno spinge dall’altra parte. Una mamma l’ha raccontata così.
Se glielo tolgo scoppia il finimondo e io non so più che fare.
Due settimane contano più di quanto sembri
A prima vista le vacanze sono una parentesi, perché a gennaio si torna a scuola e tutto riparte come prima. Uno studio danese pubblicato su JAMA Network Open nel 2024 invita però a guardarle in un altro modo. I ricercatori hanno seguito 181 bambini e ragazzi di 89 famiglie: per due settimane metà delle famiglie ha consegnato smartphone e tablet e ridotto gli altri schermi del tempo libero a tre ore alla settimana a testa, mentre le altre hanno continuato come sempre.
Alla fine i figli delle famiglie che avevano ridotto gli schermi mostravano meno difficoltà emotive e di comportamento, con un effetto che gli statistici classificano come medio, e più gesti di attenzione verso gli altri. Due settimane sono bastate per vedere una differenza, e giorno più giorno meno è quanto durano le vacanze di Natale. Quanto duri l’effetto non si sa ancora, e gli autori lo dicono per primi; però due settimane non sono una parentesi da poco, e molto dipende da come si riempiono le giornate.
La questione non riguarda solo il comportamento. Una meta-analisi pubblicata a febbraio 2025 su JAMA Network Open ha messo insieme 45 studi e oltre 335.000 persone, in gran parte bambini e ragazzi, e ne è uscito che ogni ora di schermo in più al giorno è associata a una probabilità di miopia più alta del 21 per cento. Anche per questo, prima che arrivino le vacanze, conviene pensare a come passare quelle giornate.
Perché da solo un genitore non può bastare
Davanti a tutto questo la reazione più naturale è stringere le regole, e funziona finché il telefono resta una faccenda fra genitori e figli. Verso gli undici o dodici anni, però, in mezzo entra la classe.
A fine settembre l’INAPP, istituto pubblico di ricerca, ha pubblicato un’indagine su 4.750 bambini e ragazzi fra i 7 e i 14 anni, e ne risulta che in prima media il telefono personale ce l’hanno quasi nove su dieci. Su Facebook una mamma l’ha messo in numeri: nella classe del figlio, su 19 bambini, 17 avevano già il telefono a inizio anno, cioè a 11 anni.
87%
Quando quasi tutta la classe ha il cellulare in tasca, la regola di casa smette di essere un fatto privato e davanti agli altri fa del ragazzo uno dei pochi a non averlo. Ne nasce una paura che molti genitori conoscono bene: se glielo tolgo del tutto, lo isolo. Su Instagram un’altra mamma ha raccontato cosa succede a chi resta fuori: «Mia figlia ha iniziato la prima media, non ha il telefonino, ma è stata già esclusa e non invitata ad un compleanno».
Quello che pesa, insomma, è la differenza con gli altri. Nessun genitore, per quanto fermo, può tenere testa da solo a una classe intera, quindi serve qualcosa che cambi le condizioni per tutto il gruppo.
Cosa provare a casa durante le feste
Qualcosa si può preparare prima che la scuola chiuda. Sono accorgimenti piccoli, che funzionano meglio quando valgono per tutta la famiglia.
- Un orario che resta. La sveglia e la cena alla stessa ora anche in vacanza ridanno alla giornata un inizio e una fine, e il telefono torna a occupare solo i momenti vuoti.
- Un’uscita al giorno con altri ragazzi. Il parco, una pista di pattinaggio, la casa di un amico: va bene tutto, purché ci sia compagnia, perché da soli si torna in fretta allo schermo.
- Un pomeriggio senza telefoni concordato con altre famiglie. Tre o quattro amici a casa di uno di loro, con i cellulari in un cestino all’ingresso. È la regola della classe in piccolo, perché vale per tutti allo stesso modo.
- Le stesse regole per i grandi. Se a tavola tutti mettono via il telefono, genitori compresi, la richiesta pesa molto meno. Ne parliamo più a lungo nella guida su come staccare tuo figlio dal telefono.
Questi accorgimenti hanno però un limite che si vede presto: coprono qualche ora alla volta, mentre le giornate di vacanza restano lunghe. Per tenere lontano il telefono per giorni interi serve un contesto più grande di una famiglia.
Il gruppo regge dove la regola da sola fatica
Nella stessa indagine dell’INAPP c’è un numero che dice quanto sia dura senza aiuto. In seconda media un ragazzo su tre ha provato a passare meno tempo in rete e non ci è riuscito. Sono ragazzi che hanno voglia di staccarsi, però da soli non ce la fanno.
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Però non basta avere amici intorno. Alberto Pellai e Barbara Tamborini, in L’età dello tsunami, scrivono: «Molti preadolescenti passano un sacco di tempo con il cellulare in mano, anche quando sono in compagnia di coetanei con i quali potrebbero giocare o fare altro».
Anche nello studio danese, del resto, nessun ragazzo doveva resistere da solo, perché era la famiglia intera a consegnare smartphone e tablet. A quell’età il gruppo conta più della forza di volontà del singolo, quindi quando nessuno intorno ha il telefono in mano, non lo cerca più nessuno. Anche la paura dell’isolamento si scioglie da sola, perché essere senza diventa normale.
Una discesa in bob con gli amici o una serata intorno al fuoco sono piaceri che chiedono tempo e si gustano meglio quando nessuno li interrompe con uno schermo. Le vacanze di Natale, con tutto il tempo libero che portano, sono l’occasione giusta per farli scoprire. Su che cosa possono fare i genitori quando un figlio non riesce più a staccarsi abbiamo scritto anche a proposito del nuovo ambulatorio del Bambino Gesù.
Domande frequenti su vacanze di Natale e telefono
Quando chiudono le scuole per le vacanze di Natale 2026?
Secondo i calendari regionali 2026/27, le vacanze cominciano il 23 dicembre in Lombardia e il 24 in Veneto e in Emilia-Romagna.
Si torna in classe dopo l’Epifania, quindi le vacanze durano circa due settimane.
Perché durante le vacanze di Natale i ragazzi stanno di più al telefono?
Perché per due settimane saltano insieme la scuola, lo sport e gli orari fissi, le tre cose che durante l’anno tengono il telefono lontano da tutti, amici compresi.
A quel punto la regola di casa resta sola, mentre quasi tutti i compagni hanno il telefono: in prima media, secondo l’INAPP, l’87 per cento.
Due settimane con meno schermi possono fare la differenza?
Sì, almeno nel breve periodo. In uno studio pubblicato su JAMA Network Open nel 2024, su 181 bambini e ragazzi di 89 famiglie, due settimane con meno schermi in casa sono bastate per vedere meno difficoltà emotive e di comportamento e più gesti di attenzione verso gli altri.
Per questo conviene decidere prima come riempire le giornate di vacanza.
Cosa facciamo noi del Camp ComeUnaVolta
Un gruppo così lo mettiamo insieme ogni inverno al Camp sulla Neve, per bambini e ragazzi dai 7 ai 15 anni. Organizziamo vacanze senza telefono dal 2012. La base è l’Hotel Bucaneve di Tonezza del Cimone, in provincia di Vicenza, a 901 metri. Il primo giorno chi ha il telefono lo consegna agli animatori, insieme a tutti gli altri ragazzi, e lo riprende alla partenza. Così nessuno deve resistere alla tentazione da solo, perché intorno c’è una trentina di coetanei nelle stesse condizioni.
Senza lo schermo la giornata si riempie. La mattina comincia con la ginnastica tutti insieme. Poi ci sono le lezioni di sci con i maestri FISI, in gruppi per livello, principianti compresi, e per il resto si sta fuori fra bob, slittino, pupazzi e battaglie a palle di neve. La sera ci sono tornei, giochi e il falò con la cioccolata calda.
Prima di dormire ogni ragazzo chiama casa dal telefono degli animatori, e durante il giorno mandiamo foto e video sul gruppo WhatsApp dei genitori, così vedi con chi è e cosa sta facendo. I turni durano quattro o cinque giorni e nessuno copre tutte le vacanze: Natale si passa a casa, il primo turno parte il 26 dicembre e fino a marzo ce ne sono sei in tutto.
Claudia G., al primo anno della figlia con noi in montagna, ha scritto su Facebook: «Pochi giorni ma vissuti molto intensamente, ha fatto molte esperienze nuove e ha incontrato nuovi amici». Quei pochi giorni sono una parte piccola delle due settimane di vacanza, ma possono bastare perché un ragazzo scopra che le giornate senza telefono sono le più piene delle feste.
Qualche giorno sulla neve senza telefono
Quattro o cinque giorni all’Hotel Bucaneve di Tonezza del Cimone, senza schermi e in mezzo a un gruppo di coetanei, con la chiamata a casa ogni sera dal telefono degli animatori. Nella pagina del Camp sulla Neve trovi com’è fatta la giornata e i turni di quest’inverno.
Scopri il Camp sulla NeveCamp ComeUnaVolta
Ricordi connessi al cuore, non al Wi-Fi.
Fonti
- INAPP, Policy Brief n. 38 (settembre 2026), «Proteggere il benessere dei minori», su 4.750 bambini e ragazzi di 7-14 anni (indagine Children’s Worlds Wave 5), diffuso il 30 settembre 2026.
- Schmidt-Persson e colleghi, studio randomizzato SCREENS sulla riduzione degli schermi in 89 famiglie danesi con 181 bambini e ragazzi, JAMA Network Open (luglio 2024).
- Meta-analisi dose-risposta su schermi e miopia, 45 studi e 335.524 persone, JAMA Network Open (febbraio 2025).
- Alberto Pellai e Barbara Tamborini, L’età dello tsunami, De Agostini (2017).
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, Nota n. 5274 dell’11 luglio 2024 e Circolare n. 3392 del 16 giugno 2025 sul divieto dello smartphone in classe.
- Calendari scolastici 2026/27 di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, su studenti.it.
- Commenti pubblici di genitori su Facebook e Instagram (2026), riportati in forma anonima.
- Recensioni dei genitori sulla pagina Facebook del Camp ComeUnaVolta.


