
Chi ha lo smartphone a 12 anni ha più spesso problemi col cibo a 14
Uno studio americano ha seguito quasi novemila ragazzi per due anni. Ecco cosa è emerso su chi aveva già il telefono a 12 anni, perché conviene aspettare e cosa si può fare se tuo figlio ce l’ha già.
Il 25 settembre la rivista americana JAMA Network Open ha pubblicato uno studio che a inizio ottobre è arrivato anche sui giornali italiani. L’ha guidato Jason Nagata, pediatra dell’Università della California a San Francisco, e il suo gruppo ha seguito 8.957 ragazzi dai 12 ai 14 anni. Il risultato è chiaro: chi aveva lo smartphone già a 12 anni, due anni dopo aveva più spesso problemi col cibo e col proprio corpo.
Cosa facevano i ragazzi a 14 anni
A 12 anni e poi a 14 sono stati i ragazzi stessi a rispondere a quattro domande semplici. Si abbuffavano? Facevano di tutto per non ingrassare? Avevano paura di ingrassare? Sentivano di valere qualcosa solo se magri?
A 14 anni, fra chi aveva lo smartphone già a 12, circa uno su quattro diceva di sì ad almeno una di queste domande; fra chi non l’aveva, circa uno su sei. Sulla domanda più delicata, quella sul valore di sé legato al peso, la differenza è ancora più forte.
A 14 anni sentivano di valere solo se magri
8 su 100
3 o 4 su 100
Vuol dire più del doppio. E anche mettendo a confronto ragazzi che a 12 anni partivano alla pari, con lo stesso peso, la stessa fase di crescita e gli stessi problemi col cibo e con l’umore, a 14 anni chi aveva lo smartphone presto ne aveva di più. Lo studio non può dire che sia il telefono a provocare questi problemi, ma il segnale è chiaro e va nella stessa direzione dei consigli dei pediatri.
I social e le notti corte
Per spiegare questa differenza, gli autori fanno due ipotesi.
La prima passa dai social, che ogni giorno mettono in mostra corpi perfetti proprio mentre a 12 o 13 anni il corpo cambia di mese in mese. Su questo c’è già molta ricerca. Una grande analisi uscita nel 2025 sulla rivista Body Image, firmata anche da ricercatori dell’Università di Palermo, ha messo insieme 83 studi su oltre 55.000 persone e ha trovato che chi sui social si confronta di più con gli altri ha più spesso problemi col cibo e col proprio corpo.
La seconda passa dal sonno. Secondo gli autori il telefono usato di notte toglie ore di riposo, e chi dorme poco fa più fatica a tenere a bada la fame.
Cosa fare prima e dopo il primo smartphone
Una cosa viene prima delle altre. Se ti accorgi che per tuo figlio il cibo, il peso o lo specchio stanno diventando un pensiero fisso, il primo passo è parlarne con il pediatra o con il medico di famiglia. Più sotto, fra le domande frequenti, trovi anche il Numero Verde nazionale dedicato a questi disturbi e la mappa dei centri di cura.
Poi ci sono tre scelte, e nessuna chiede di vietare tutto. Le ultime due valgono anche se tuo figlio ha già il telefono.
Aspettare finché si può
La Società Italiana di Pediatria raccomanda di non dare lo smartphone personale prima dei 13 anni e di rimandare i social il più possibile. Abbiamo parlato delle età consigliate dai medici anche nell’articolo sul nuovo ambulatorio del Bambino Gesù.
I social possono aspettare anche col telefono in tasca
Chiamare e scrivere agli amici è una cosa, aprire un profilo è un’altra, e si possono decidere in momenti diversi. I principali social chiedono almeno 13 anni per iscriversi, ma gli autori dello studio fanno notare che aggirare il limite è facile, quindi conviene decidere in famiglia quando è il momento del primo profilo. Una mamma ha raccontato così la sua scelta.
Mio malgrado glielo prenderò, con regole ferree di utilizzo e niente social.
Di notte il telefono resta fuori dalla camera
Un altro studio sugli stessi ragazzi americani, uscito su JAMA Pediatrics a giugno 2026, ne ha seguiti 1.959: chi teneva il telefono fuori dalla camera rischiava circa un terzo in meno di dormire poco. È una regola che costa poco e che regge meglio se vale per tutta la famiglia. E se tuo figlio dorme male e la mattina non si alza, è il secondo dei segnali di troppo schermo di cui abbiamo parlato in un’altra guida.
Domande frequenti su smartphone e disturbi alimentari
Che cosa ha scoperto lo studio su smartphone e disturbi alimentari?
I ricercatori hanno seguito 8.957 ragazzi americani dai 12 ai 14 anni. Chi aveva lo smartphone già a 12 anni, due anni dopo aveva più spesso problemi col cibo e col corpo: circa uno su quattro, contro uno su sei fra chi non l’aveva.
Quelli che sentivano di valere qualcosa solo se magri erano 8 su 100, contro 3 o 4 fra chi non aveva il telefono.
A chi rivolgersi se temi che tuo figlio abbia un disturbo alimentare?
Il primo riferimento è il pediatra o il medico di famiglia. C’è poi il Numero Verde nazionale SOS Disturbi Alimentari, 800 180 969, gratuito e aperto anche ai familiari.
E sulla Piattaforma disturbi alimentari dell’Istituto Superiore di Sanità c’è una mappa dove cercare, per regione e provincia, i centri di cura più vicini. L’elenco può essere incompleto, perché ci entra solo chi si registra, ma è un buon punto di partenza.
A che età aprire i social a un figlio?
Le due indicazioni italiane più recenti chiedono di aspettare. La Società Italiana di Pediatria raccomanda di rimandare i social il più possibile.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ci mette un numero: accesso autonomo non prima dei 16 anni. Lo ha scritto in un comunicato del 30 settembre 2026, e i suoi medici lo presentano come un criterio educativo prudente, non come una soglia medica.
Sullo smartphone personale, invece, tutte e due indicano i 13 anni. Per gli altri dubbi più comuni sugli schermi trovi le risposte fra le domande frequenti sui segnali di troppo schermo.
Cosa facciamo noi del Camp ComeUnaVolta
Il confronto sui social e il telefono di notte sono proprio le due cose che una vacanza senza schermi toglie di mezzo per qualche giorno. Dal 2012 portiamo in vacanza senza telefono bambini e ragazzi dai 7 ai 15 anni, e ogni inverno organizziamo il Camp sulla Neve all’Hotel Bucaneve di Tonezza del Cimone, in provincia di Vicenza. Non è una cura, perché per quella servono i medici. Quello che offre è più semplice.
Il primo giorno chi ha il telefono lo consegna agli animatori e lo riprende solo alla partenza. Per quattro o cinque giorni spariscono i social e restano i compagni veri, e il corpo torna a servire per fare delle cose: imparare a sciare con i maestri FISI, scendere in bob, fare battaglie a palle di neve.
La sera ogni ragazzo chiama casa dal telefono degli animatori, e di notte nessuno ha uno schermo accanto al cuscino. È la stessa regola della camera da letto, solo che qui vale per tutto il gruppo.
Qualche giorno sulla neve senza telefono
Quattro o cinque giorni all’Hotel Bucaneve di Tonezza del Cimone, senza schermi e in mezzo a un gruppo di coetanei. Nella pagina del Camp sulla Neve trovi la giornata tipo e i turni di quest’inverno.
Scopri il Camp sulla NeveSe hai un dubbio che riguarda tuo figlio, il Numero Verde nazionale SOS Disturbi Alimentari risponde all’800 180 969. È gratuito ed è aperto sia a chi soffre di questi disturbi sia a chi gli sta accanto. Il pediatra o il medico di famiglia restano il primo riferimento.
Camp ComeUnaVolta
Ricordi connessi al cuore, non al Wi-Fi.
Fonti
- Nagata J.M., Wong J.H., Talebloo J. e coll., «Smartphone Ownership and Eating Disorder Symptoms in Early Adolescence», JAMA Network Open 2026;9(9):e2637897, 25 settembre 2026, studio ABCD su 8.957 ragazzi.
- Bonfanti R.C., Melchiori F., Teti A. e coll., meta-analisi su confronto sociale nei social, immagine corporea e sintomi dei disturbi alimentari (83 studi, 55.440 partecipanti), Body Image 52 (2025), doi 10.1016/j.bodyim.2024.101841.
- Bren Z., Tran K.T., Visoki E. e coll., JAMA Pediatrics, 8 giugno 2026: studio su 1.959 ragazzi della coorte ABCD che non avevano lo smartphone a 13 anni.
- Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, comunicato del 30 settembre 2026 sul nuovo ambulatorio per l’uso problematico delle tecnologie digitali (smartphone personale non prima dei 13 anni, accesso autonomo ai social almeno fino ai 16).
- Società Italiana di Pediatria, raccomandazioni per le famiglie su bambini e digitale, 27 gennaio 2026.
- Ministero della Salute, «Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: raccomandazioni per familiari» (26 marzo 2018), pubblicato sulla Piattaforma disturbi alimentari dell’ISS, sul Numero Verde SOS Disturbi Alimentari 800 180 969.
- Istituto Superiore di Sanità, Piattaforma disturbi alimentari, mappatura territoriale dei centri di cura e delle associazioni (consultata il 12 ottobre 2026).
- Commento pubblico di una madre su Instagram (ottobre 2026), riportato in forma anonima.


